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Nel mar Tirreno meridionale, a Nord-Est della Sicilia, c’è un angolo di paradiso dove il mistero della natura si riflette per sette volte nelle acque di un mare limpidissimo: l’arcipelago delle Isole Eolie.
Le bellezze naturali ed i vari aspetti paesaggistici e vulcanologici insiue alla millenaria storia dell’arcipelago, che si scopre visitando i villaggi preistorici ed il Museo di Lipari, fanno dell’arcipelago una delle località più originali ed interessanti da visitare.

Architettura
La Casa Eoliana è un cubo modulare che può essere sommato orizzontalmente o verticalmente ad altri cubi dando vita ad una costruzione edilizia compatta, forata da piccole aperture.
Il tetto è costruito in modo da consentire la raccolta dell’acqua piovana.
L’abitazione è circondata da terrazzi (Bagghi) sui quali si trovano dei pilastri cilindrici, detti “Pulèra”. Sulle “Pulèra” vengono posizionate delle travi di legno sopra le quali si appoggiano le canne o un pergolato di vite (Loggia) che da ombra di giorno e proteggere dall’umidità, la sera.
Lungo il terrazzo (Bagghiu) si trovano: un gradino di pietra rialzato che fa da sedile (Bisola), la cisterna, il forno a legna ed il lavatoio di pietra ( Pila ).
Intorno alla casa si trovano spesso alcuni rustici utilizzati per diversi modi dalla famiglia: la cantina, piccoli mulini per macinare orzo e grano, il palmento (frantoio per la spruitura delle olive), le “Pinnate” (stalle chiuse solo su tre lati) e le “Mannere” (stalle suinterrate di paglia e pietra).

ISOLE EOLIE: PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO
Il 2000 è stato un anno importantissimo per le Isole Eolie. L’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, le ha inserite nella “World Heritage List”, una lista che comprende 878 siti che il Comitato del Patrimonio Mondiale considera come aventi valore universale eccezionale.
Il criterio in base al quale le Eolie sono state scelte è dato dalla morfologia delle nostre isole vulcaniche che rappresenta un modello storico nell’evoluzione degli studi della vulcanologia mondiale.

 

 

Le esplosioni vulcaniche delle isole di Stromboli e di Vulcano hanno dato il nome a due particolari tipi di attività eruttive:
TIPO STROMBOLIANO, attività duratura caratterizzata dalla uissione a intervalli regolari di fontane di lava e brandelli di lava che raggiungono centinaia di metri di altezza e dal lancio di lapilli e bombe vulcaniche;
TIPO VULCANIANO, eruzioni esplosive nel corso delle quali vengono uesse bombe di lava e nuvole di gas cariche di ceneri.

LIPARI
Lipari, l’antica Meligunis greca, é la più grande e popolosa isola dell’arcipelago.
Il suo aspetto attuale è il risultato di innumerevoli eruzioni e lunghissimi periodi di inattività.
Oggi i fenomeni di vulcanismo sono limitati alla presenza di attività fumarolica e di sorgenti calde.
Fra i monumenti più importanti da visitare consigliamo: il “Castello”con le sue ponderose mura di cinta, la Cattedrale costruita dai Normanni nel 1080, l’antico chiostro benedettino, l’acropoli e i resti delle tombe di età greco-romana.
Tutta la storia delle Isole Eolie è passata da Lipari la quale oggi custodisce un Museo Archeologico di grandissimo interesse internazionale e di eccezionale valore.
Una tappa importante del giro dell’isola è sicuramente la visita alle terme di San Calogero che, conosciute sin dall’epoca greco-romana per le loro proprietà terapeutiche, sono considerate le più antiche del mediterraneo.
Le acque salsa-fosfato-bicarbonato sodiche fuoriescono ad una tuperatura di 60° ed un tupo venivano usate per curare artriti, dermatiti, acne e altre malattie della pelle.
Lo stabilimento, restaurato di recente, non è in attività ma testimonia la vocazione termale di Lipari infatti, si possono visitare: due vasche di età greco-romana ed una ottocentesca, una piscina termale romana e un tholos miceneo di 3500 anni fa utilizzato come sauna termale.
Lungo la costa che dalla frazione di Canneto arriva al borgo di Acquacalda sono presenti numerose spiagge di pomice bianca con i colori del mare che, variando dal turchese al blu intenso, creano un paesaggio unico e suggestivo. In antichità tali aree erano adibite all’estrazione dell’ossidiana, pietra importantissima per le isole, mentre fino a qualche anno fa veniva effettuata l’escavazione e l’ esportazione della pomice in tutto il mondo.
Turisticamente, la gita in barca intorno all’isola è un’esperienza da non perdere soprattutto per ammirare la parte meridionale dove dal mare si ergono, maestosi e suggestivi, i faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda.

VULCANO
L’antica isola di Efesto, dio greco del fuoco,è attualmente costituita da 4 edifici vulcanici il più cospicuo dei quali è il “Gran Cratere” caratterizzato da attività vulcanica sotto forma di fumarole. Lungo l’istmo che separa Vulcanello (cratere ormai spento) dal resto dell’isola si affacciano le baie di Porto Ponente e Porto Levante, la cui spiaggia è frequentatissima a causa delle calde acque dovute ad ebollizioni sottomarine causate dalla fuoriuscita di gas caldi dai fondali.
La caratteristica della spiaggia di Porto Ponente è invece quella di avere una finissima sabbia di colore nero.
Vicino al porto di Levante si trova la famosa “pozza termaleâ€alimentata ininterrottamente da innumerevoli bolle dalle quali fuoriescono vapori sulfurei, acqua salmastra e fango argilloso ad alto contenuto di zolfo particolarmente indicate per la cura di reumatismi e malattie cutanee

PANAREA
Panarea è la più piccola fra le isole dell’arcipelago.
E’ caratterizzata da una notevole varietà di ambienti e da una certa diversità floristica tanto da costituire un’ interessante meta naturalistica. Panarea è un po’ un arcipelago nell’arcipelago dato che è circondata da piccoli isolotti: Basiluzzo, Spinazzola, Dattilo, Bottaro e Lisca Bianca. Proprio tra questi isolotti si può ammirare un’intensa e suggestiva attività fumarolica sottomarina.

 

STROMBOLI
Stromboli è l’unica isola dell’arcipelago con un’attività vulcanica permanente.
Le eruzioni sono alternate ed il fenomeno è definito appunto “attività stromboliana”,famosa dizione riportata su tutti i principali testi di geologia e vulcanologia.
I villaggi di San Vincenzo e San Bartolo nella parte nord-est formano l’abitato dell’isola. Sulla costa meridionale sorge Ginostra, un meraviglioso borgo raggiungibile soltanto via mare o da una mulattiera che arriva in cima al cratere e poi scende verso il paese. Ginostra è caratterizzata da viuzze, in pietra o sterrate, dove gli unici mezzi di trasporto sono gli asinelli. Prima della costruzione dell’attuale porticciolo, l’aliscafo era costretto a fermarsi al largo mentre gli abitanti ed i visitatori sbarcavano grazie a piccole imbarcazioni che facevano la spola con la costa.
Al largo di stromboli, sormontato da un faro, si trova l’isolotto di Strombolicchio al quale si accede tramite una scaletta di ferro e ripidi scalini scavati nella roccia. L’isolotto è meta ambita di molti sub attratti da questo paradiso di spugne, coralli, gorgonie rosse e stelle marine.

FILICUDI
Di grande interesse su quest’isola è la presenza di numerose e bellissime grotte marine.
La più famosa è quella del Bue Marino. Al suo interno si possono ammirare ed udire giochi di luce e rumori particolarmente suggestivi. Questa grotta deve infatti il proprio nome ai rumori che vengono prodotti dal mare: ricordano i muggiti di un bue.
Lungo la rotta per Alicudi sorge la “Canna”: un imponente faraglione alto ben 85 metri sul quale è stata apposta una piccola statua raffigurante la Madonna. Per gli amanti della storia e dell’archeologia lungo il versante di Capo Graziano sono visibili i resti archeologici di un villaggio preistorico risalente all’età del bronzo.

ALICUDI
Alicudi è l’antica“ Ericusaâ€. E’ stata battezzata così dai Greci, primi colonizzatori, per la grande quantità di Erica: una pianta selvatica che ricopre tutto il territorio.
Oggi è scarsamente popolata e manca di una strada carrozzabile.
Per affrontare le scalinate di pietra lavica che la caratterizzano e che s’inerpicano dappertutto, ci si affida ai propri piedi ed ai simpatici asinelli che sono allevati sull’isola.
Particolarmente impervia, Alicudi, è dotata di un fascino unico ed irresistibile che attrae o respinge senza mezze misure.

SALINA
I primi colonizzatori dell’antica Grecia, chiamarono quest’isola Didymeproprio per l’inconfondibile aspetto delle due montagne “guelle”:Monte Fossa delle felci e Monte Porri.
Oggi il suo nome deriva da un antico laghetto salato dal quale si estraeva il sale.
L’isola è ricca di una folta vegetazione tipicamente mediterranea.
Di particolare importanza la coltivazione della vite da cui si ricava un vino pregiatissimo: la Malvasia e la produzione della pianta del cappero. I capperi di Salina, usati nelle tipiche ricette eoliane, si caratterizzano per la compattezza, il profumo, l’uniformità e la quasi totale assenza di trattamenti con antiparassitari o concimi chimici, garanzia di assoluta salubrità del prodotto.
Sull’isola che amministrativamente è l’ unica nell’arcipelago a non dipendere da Lipari, sono presenti 3 comuni autonomi: Malfa, Leni e Santa Marina Salina.